# IO APRO

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L’APCC tutela la ristorazione!

Cari associati, siamo ormai giunti alle soglie del 26 Aprile, data in cui dovrebbe terminare il lungo periodo di inattività che ha interessato l’intero settore turistico/ristorativo dall’inizio della pandemia. Sebbene cuochi e ristoratori abbiano mostrato già da tempo il desiderio e l’importanza di tornare a lavorare, numerose sono le problematiche riscontrabili nell’ultimo decreto COVID che, di fatto, non facilitano la riapertura delle attività. In primo luogo, a partire dal 26 c.m. sarà consentita la riapertura al pubblico unicamente alle attività che possano garantire la consumazione dei pasti all’esterno, tagliando fuori una grossa fetta di locali che non sono in possesso di spazi esterni. Per di più, le condizioni climatiche degli ultimi giorni, tutt’altro che positive, rendono la misura indicata dal governo vana anche per quelle attività che ordinariamente allestiscono aree per la consumazione dei pasti all’esterno. In secondo luogo, la decisione di mantenere il coprifuoco alle 22 rappresenta un duro colpo per le imprese ristorative che, affacciandoci alla stagione estiva, realizzano entrate maggiori proprio grazie al servizio serale. Ciò rappresenta un fattore che compromette la mobilità turistica nazionale ed internazionale, che rischia di mandare in fumo il periodo storicamente più redditizio per l’intero settore. Ecco che, ancora una volta, l’APCC intende mostrare la sua vicinanza e il suo sostegno all’intera categoria, che da più di un anno sta pagando un prezzo altissimo in termini economici, psicologici e sociali. Lo stesso Presidente APCC, Francesco Spina, di fronte a tali criticità, intende presenziare all’iniziativa “IO APRO” che si terrà sabato 24 Aprile presso il “9 American Restaurant”, in occasione della quale avanzerà proposte concrete che garantiscano l’effettiva ripartenza delle attività:

L’APCC chiede, pertanto, che venga tracciata una prospettiva quanto più possibile certa per il settore ristorativo, che necessita di riaperture progressive e stabili nel tempo. È questo l’unico modo per restituire dignità ai professionisti ed agli imprenditori di un settore che, da solo, muove circa il 13% del PIL nazionale.