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Caro
Cangi,
mi
permetto di chiamarti così, col tuo cognome, perché così
ti chiamavano mio padre e mia madre quando mi parlavano
di te.
Con
molta commozione e gioia, ho letto l’articolo
sull’ultima edizione della “tanto” per me familiare
rivista Il Cuoco.
Quello che avete fatto per ricordare mio padre è
bellissimo, non solo perché la parola di Dio ci dice “quello
che avete fatto ad uno dei miei più piccoli lo avete
fatto a me” ma anche perché lui, Renato, era così
sensibile alle necessità del prossimo che mai l’ho visto
tirarsi indietro per aiutare chi era nel bisogno.
Sarà
molto felice e contento della “sua FIC” come tu, Cangi,
molto affettuosamente lo chiami.
Certamente dal cielo vi sorride e adesso, che è accanto
a quel Gesù che tanto ci ama, invocherà Dio Padre per
voi, per le vostre famiglie, affinché Vi ricolmi di
tutte le Sue sante benedizioni.
Un
grazie di cuore anche a tutte le vostre Associazioni,
Unioni Regionali e tanti, tanti colleghi.
Grazie anche a Padre Luigi Affoni; grazie anche per
l’affetto dimostrato per la mamma prima e per mio padre
dopo. Ci è stato vicino in quei momenti, per noi, così
difficili e tristi.
Desidero ringraziare Padre Luigi Affoni con le parole di
“Lacordaire” grande predicatore Domenicano, e le faccio
mie, diceva: “Il Sacerdote per l’uomo è un Angelo,
per l’Angelo è quasi un Dio” mentre Caterina da
Siena ci ha rivelato: “Essi sono i consacrati da me,
ed io li chiamo i miei “Cristi” perché ho dato loro me
stesso da amministrare per voi, ponendoli come fiori
profumati nel Corpo Mistico della Santa Chiesa. Questa
dignità che gli Angeli non hanno, l’ho data all’uomo, e
propriamente a coloro che ho eletti a miei ministri
considerandoli come Angeli; ed Angeli in terra devono
essere in questa vita, perché devono avere purezza
angelica” (Dialogo della Divina Provvidenza).
Auguro, a Lei Padre, e a tutti i Caracciolini, un
fecondo apostolato.
A te,
caro Cangi, ancora un ringraziamento anche per la
rivista Il Cuoco che, affettuosamente, la Federazione
Italiana Cuochi, continua ad inviare al “ben noto
indirizzo” senza che io, figlia, ne abbia fatta
richiesta.
Con
affetto ti abbraccio,
Lella Ramponi
Lella
Ramponi Bardi
Via Francesco Baracca, 116
50127 Firenze
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