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Carissimi Colleghi, Premessa I soci tutti organizzati in Delegazioni territoriali, Associazioni Provinciali, Unioni Regionali e Delegazioni Estere sono il motore propulsivo della Federazione Italiana Cuochi. La solidità e la capillarità della Federazione Italiana Cuochi è data dalla presenza, passione e vitalità con cui svolgono il loro mandato. Agli uomini che le hanno guidate e a tutti i soci che ne hanno fatto parte vada il mio grazie per la passione e la professionalità manifestata. Le Associazioni e i suoi Associati saranno sempre al centro del mio operato. Sono certo che è dalla consapevolezza di tali premesse che scaturiranno tutte le necessarie indicazioni programmatiche importanti per il raggiungimento di qualsiasi traguardo federativo possibile. E’ proprio nella professionalità degli uomini che fanno parte della FIC che intravedo l’ossatura portante per articolare un programma di presidenza, E’ a loro che farò costantemente riferimento per perseguire con competenza e coerenza il mandato presidenziale se gli associati vorranno accordarmelo.
Nel redigere il programma per
il quadriennio 2007-2010 ho ritenuto necessario ribadire
l’indispensabilità della centralità dei soci; ciò per
dare certezza di una continuità di pensiero e di azione che
caratterizzeranno il mio secondo mandato se l’Assemblea
vorrà concedermelo. 1) La Crescita 2) Il Territorio
3) I Servizi.
Le Delegazioni territoriali, le Associazioni Provinciali, le Unioni Regionali e le Delegazioni Estere hanno permesso in questi anni la crescita e lo sviluppo della Federazione Italiana Cuochi fino a portarla ad essere l’Associazione nazionale di categoria più rappresentativa. Come Presidente uscente sento il dovere di ringraziare tutti i Presidenti periferici che si sono spesi per costruire stretti rapporti di collaborazione con i Comuni, le Provincie, le Regioni, le Associazioni imprenditoriali, i Sindacati ecc. Questo modello organizzativo che ha funzionato egregiamente fino ad oggi, necessita di nuove motivazioni: le Associazioni devono riconoscersi come un insieme coeso di soci che si organizzano sul loro territorio di competenza per “Fare Sistema”. Gli organi direttivi della FIC hanno l’obbligo di dare nuovi stimoli e di guidare il cambiamento per essere noi soci, e noi soltanto, titolari del nostro comune futuro. Poiché credo che ogni percorso di miglioramento cominci dal vertice e che nessuno può fare per noi stessi più di quanto noi possiamo fare, è indispensabile acquisire il coraggio di metterci in discussione e riorganizzare il nostro fare per far nostra quell’autorevolezza indispensabile per avvicinare i soci a viso aperto. Questo ci permetterà di continuare su quel percorso già delineato che vede la nostra Federazione coesa ed aggressiva verso le sfide che ci attendono. Il dato numerico di questi anni relativo al numero degli associati iscritti , tutto sommato ha tenuto, ma è anche vero, come la storia ci insegna, che in ogni momento di splendore albergano le premesse per momenti bui. Dei piccoli segnali di allarme, specie da parte di chi questo territorio rappresenta, vengono fatti rilevare, pertanto, affinché i successi conseguiti in questi anni non offuschino la chiarezza di vedute sui rischi che potremmo correre in futuro, occorre ricorrere ai ripari . Cosa fare? Le nostre associazioni dovranno ritrovare motivazioni professionali ed umane forti capaci di interrompere questo correre verso un futuro senza futuro. Occorre uscire dal disorientamento, dall’incertezza della stasi dando vigore al nostro procedere. Bisogna far crescere le nostre Associazioni con senso di realismo. Ma quale è il problema, perché non si riesce a fare ciò che sembra ovvio? Il primo nasce dalla valenza prettamente volontaria del nostro fare associazione. La maggior parte delle nostre associazioni hanno carattere amicale, ciò genera da una parte un forte senso di libertà, ma dall’altra la mancanza di poter aggredire i problemi reali per mancanza di uno staff di risorse umane e professionali adeguate alle innumerevoli problematiche che l’attuale contesto socio economico richiede, generando spesso una situazione di potenziale conflittualità di interessi. Occorre superare questa fase introducendo nella Federazione una chiara separazione gestionale tra profit e non profit, riorganizzando uffici e mansioni. E’ tempo di rimettersi in discussione. Ci aspettano situazioni di grande cambiamento e difficoltà. Connaturato alla nostra tradizione associativa sarà la fantasia unitamente al coraggio d’intraprendenza: sono certo che entrambe queste qualità fanno parte del DNA della maggior parte dei nostri soci. Non intendo avvallare una confusione di ruoli, ma difendere l’univocità della presenza della Federazione Italiana Cuochi pur nelle diversità dei compiti. Il fine è quello di riuscire ad avere una struttura associativa fortemente coesa ed orientata a fare della nostra Federazione un “sistema” vincente. So bene che molti di voi mi criticano per non essere riuscito a portare a termine alcune indicazioni emerse dal Consiglio Nazionale ma buona parte di queste inadempienze vanno ricercate in una organizzazione associativa non più corrispondente ai tempi e che trova seria difficoltà ad adeguarsi alle continue richieste di professionalità che emergono dagli iscritti di questa Federazione. Cosa serve? Concentrarsi sulla necessità del cambiamento identificandone le possibilità reali e potenziali. Se la Federazione Italiana Cuochi sarà messa in grado di dispiegare le sue ali, essa diventerà motivo di eccellenza per tutti gli associati. Occorre rivedere le nostre strategie di marketing ma anche di servizi reali resi agli associati e alla aziende partner: rivedere l'efficienza e l’efficacia dell’Ateneo della Cucina Italiana, un istituto nato con l’intento di offrire a costi adeguati alta formazione culinaria. I rapporti di collaborazione tra i vari sodalizi interni alla stessa FIC vanno incentivati, mi riferisco alla NIC, ai Maestri di Cucina e alle Lady Chef. In questi ultimi sodalizi esistono dei vuoti organizzativi che vanno colmati dialogando e lavorando di concerto. E’ inoltre necessario ridurre il numero dei componenti dei vari organi direttivi della FIC, semplificandone per quanto possibile le procedure. Tutto ciò dovrà fare i conti con le risorse limitate e comunque calibrate per il volume di attività che si intende fare. Far crescere la nostra Federazione, fare sistema con tutte le forze del territorio è una sfida entusiasmante che deve vedere coinvolti tutti. Lavoriamo insieme smettendo di giocare in difesa, diamo spazio alla fantasia e al coraggio con l’entusiasmo necessario, ricordando che il successo non è il fine ma una conseguenza. Un impegno questo enorme che ovviamente non può essere responsabilità esclusiva del prossimo Presidente FIC ma frutto di un concerto di azioni che devono veder coinvolti tutti. Primi fra tutti i Presidenti delle Associazioni Provinciali e Territoriali, Le Unioni Regionali, Il consiglio Nazionale, La Giunta, Il Segretario Generale, ovvero tutto il Sistema rappresentativo della Federazione Italiana Cuochi. Quello che può e deve fare il Presidente della FIC è orientare fortemente il timone in tale direzione e contribuire a creare quella corrente di pensiero che rappresenta la base per qualsiasi cambiamento, specie se epocale quale quello che ci aspetta. IL TERRITORIO Le nostre Associazioni, ai sensi dello statuto vigente, si sono sempre contraddistinte nell’ esercitare sul territorio di competenza un “forte spirito unitario di categoria”. Erogano servizi di base e promuovono, in relazione alle possibilità economiche ed organizzative, iniziative d’aggregazione sociale rivolte all’approfondimento professionale e non. Ciò ci ha permesso di raggiungere in questi anni, quella notorietà sufficiente per essere considerati alla pari di altre agenzie formative, soggetti attuatori di animazione territoriale, contribuendo a formare nuove generazioni di professionisti. Anche in questo, però, stanno avvenendo cambiamenti importanti: le Associazioni stanno perdendo man mano le specificità amatoriali per acquisire sempre più il ruolo di centro attivo e propulsivo di conoscenze, per le potenzialità di saperi in esse racchiuse. Da ciò la conseguenza che la FIC attraverso le sua rete di rappresentatività territoriale migliori e consolidi la sua presenza nei rapporti con le istituzioni locali e nazionali cercando di interloquire ed esprimere i punti di vista dell’intera categoria, valorizzando, così, le risorse umane e professionali presenti. In tal senso va letta la delibera già assunta dal precedente Consiglio Nazionale di portare la sede nazionale della FIC a Roma. Iniziativa che ha visto numerosi rinvii anche a causa di diversità di opinioni e di interessi che si sono manifestati nel corso del dibattito. Per quanto sopra, in continuità con questa linea, se l’Assemblea vorrà concedermi la sua fiducia, mi farò garante di portare a termine tale obiettivo. Del resto le condizioni di premessa sono state già abbondantemente dibattute nel corso del precedente mandato con la predisposizione di una serie di indicazioni che in questo mandato devono essere necessariamente attuate. D’altronde tocca a noi far comprendere alla politica il valore culturale e simbolico che ha lo chef di cucina inteso come custode e testimone della grande tradizione enogastronomica e della cultura dell’ospitalità Italiana. In questo contesto dobbiamo lanciare una grande alleanza con le altre componenti della filiera, dal mondo agricolo a quello industriale, per rimarcare ulteriormente la grande professionalità dei nostri associati. La FIC dovrà, inoltre, favorire l’incontro con le aziende partner che richiedono sempre più professionalità e competenza. Non va negato che in tal senso esistono delle oggettive difficoltà legate al ricorrente problema delle risorse umane disponibili nonché ad una carenza operativa ed organizzativa. I SERVIZI La nostra Associazione può crescere ancora sia come numero che qualità degli Associati. Fanno parte della nostra associazione buoni, spesso eccellenti, professionisti, noti e apprezzati in Italia e nel mondo. Pur tuttavia urge la necessità di scelte innovative che vadano oltre la semplice attività di rappresentanza. Non sfuggirà che l’argomento servizi anche in quest’ultima legislatura è stato più volte trattato e che solo apparentemente potrebbe sembrare che molto poco sia stato fatto. Un’analisi più attenta noterebbe però che qualsiasi sforzo intrapreso in tal senso non ha riscosso grandi successi in quanto necessita prioritariamente di condivisione e coinvolgimento a tutti i livelli: Assemblea, Consiglio Nazionale, Unioni Regionali, Associazioni Provinciali e Territoriali. Sono dell’idea che solo la condivisione può assicurare lo sviluppo e il consolidamento di un sistema complesso quale può essere un’associazione come la nostra. Tutto questo non significa che mi sono sottratto alle mie responsabilità, anzi ogni volta che le circostanze lo hanno richiesto ho esercitato il mio ruolo, nella consapevolezza che non sempre ho ottenuto l’auspicato consenso. Invito, pertanto, ciascuno di voi, me per primo, a non rimuovere il passato, ma a tenerlo come esperienza per capire dove, quando e come abbiamo sbagliato. Da parte mia c’è l’impegno ad aumentare la mia capacità di ascolto delle esigenze che vengono dagli associati per cercare di costruire intorno ad essi progetti immediatamente realizzabili. Sulla scorta dell’esperienza accumulata in questi anni delineerò sommariamente le linee strategiche su cui auspico il consenso dell’Assemblea,. Confermo la mia volontà di esercitare la Presidenza con la distribuzione di deleghe tramite l’ istituzione di cinque dipartimenti da istituire all’inizio del mandato riservandomi di ampliarle o contrarle in funzione delle situazioni contingenti: Al Presidente spetta il compito di curare: · i rapporti di rappresentanza e direzione dell’Ente FIC in Italia e all’Estero; · il coordinamento i tutti i dipartimenti e della segreteria, nonché tutte le altre competenze assegnateli dallo statuto. Al dipartimento n°1 ISTUTUZIONALE – Coordinatore Giuseppe Casale · rapporti con le Associazioni e Unioni Regionali; · coordinamento del Consiglio Nazionale e Giunta Esecutiva; · comunicazione anche per via telematica con i soci su delega del Presidente; Al dipartimento n°2 TECNICO-PROFESSIONALE – Coordinatore Giorgio Nardelli · rapporti con il referente dell’ordine dei Maestri di Cucina; · rapporti con la NIC e con il Junior Team; · rapporti con il referente dell’Ateneo Cucina Italiana; · rapporti con i Giudici Nazionali ed Internazionali; · attività inerenti gare e concorsi culinari in Italia ed all’Estero; · attività inerenti la realizzazione dei CD e DVD; Al dipartimento n°3 PUBBLICHE RELAZIONI E FORMAZIONE – Coordinatore Giacomo Giancaspro · rapporti con le scuole e formazione professionale; · rapporti con Istituzioni ed Enti: · rapporti con i media: addetto stampa, sito internet, televisione, ecc;
Al dipartimento n°4 PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO – Coordinatore Salvatore Bruno · bilanci e programmazione strategica economico finanziario dell’Ente; · statuto e sede FIC; · calendarizzazione delle attività; · verbalizzazione e delibere; Al dipartimento n°5 MANIFESTAZIONI ED EVENTI – Coordinatore Bruno Cicolini · organizzazione congressi, meeting, ecc.; · rapporti con gli sponsor; · ricerca di finanziamenti e contributi Il Segretario Generale Deve dare esecuzione, avvalendosi dello staff di segreteria, al lavoro dei dipartimenti e attuare il progetto o i compiti che verranno opportunamente predisposti. La rappresentatività dell’Ente, è di competenza del Presidente Nazionale; per Sua assenza o per Sua indisponibilità e su mandato degli organi Direttivi, il Segretario Generale è autorizzato a rappresentare l’Ente. L’ufficio di segreteria dovrà essere potenziato, previa copertura finanziaria, con la presenza di un responsabile degli affari di segreteria, che sarà coordinato dal Segretario Generale. Il segretario Generale dovrà occuparsi in modo preponderante degli aspetti commerciali della Federazione Italiana Cuochi. Risorse E’ mia intenzione rivedere tutti i rapporti con i fornitori dell’Ente al fine di ricercare le migliori offerte economiche possibili risparmiando risorse economiche necessarie per poter dar vita al progetto sopra descritto.
Potenziare i rapporti con le aziende partner.
Obiettivi strategici: « Creazione di condizioni per una Presidenza a tempo pieno e ricerca delle relative risorse economiche necessarie; « acquisto a Roma della sede FIC; « approvazione nuovi statuti e predisposizione dei vari regolamenti; « riassetto dell’organizzazione dell’Ente con una mirata ripartizione dei compiti operativi; « potenziamento della segreteria nazionale ed attribuzione di incarichi specifici; « precisazione dei compiti e del ruolo del Segretario Generale attraverso un progetto ad hoc « presenza nei vari organi direttivi della FIC di risorse umane motivate che contribuiscano in modo fattivo di idee e presenza al raggiungimento degli obiettivi; « ottimizzazione dei rapporti istituzionali con le singole associazioni territoriali, provinciali ed unioni regionali e valorizzazione dei Dirigenti attraverso apposita formazione specifica; « adeguamento e modernizzazione delle regole organizzative interne; « attivazione di una nuova strategia comunicativa di tutte le attività Federative che esalti il ruolo del cuoco nello scenario socio economico; « potenziamento dell’immagine FIC verso i media (televisione, stampa, ecc); « potenziamento delle attività di coordinamento periferico da parte delle Unioni Regionali; « rafforzamento della nostra presenza negli Enti Pubblici, Territoriali e Ministeriali; « rafforzamento del rapporto tra Federazione e WACS; « partecipazione alle attività promosse dalla WACS; « riorganizzazione delle delegazioni estere; « creazione di dipartimento per l’Estero; « attività formative o di concorso a favore dei soci allievi; « presenza negli organi direttivi dell’Ente di una rappresentanza giovanile; « riorganizzazione delle attività congressuali dando maggiore spazio al dibattito professionale; « riorganizzazione dei sistemi di tesseramento e comunicazione con i soci; « riorganizzazione funzionale della Coppa della Associazioni e delle Unioni Regionali; « creazione di un punto di incontro, anche virtuale/informativo che sia vetrina di opportunità professionali per lo scambio, la crescita e la conoscenza;. « ridefinizione dei compiti, strategie ed operatività dei gruppi delle Lady Chef , Maestri di Cucina, Ateneo della Cucina Italiana e NIC. « partecipazione a concorsi nazionali ed internazionali; « attivazione di nuove iniziative Federative che mettano in risalto le peculiarità professionale dei soci professionisti ed allievi; « minimizzare i costi di gestione e favorire il maggior afflusso di risorse pubbliche e private per lo sviluppo della categoria; « maggiore valenza istituzionale e partecipativa alle varie attività d’area; « incrementare l’utilizzo della tecnologia Internet e ICT presso le varie associazioni. Per l’attuazione degli strumenti attuativi sopra elencati si ascolteranno gli orientamenti del Consiglio Nazionale e si accoglieranno tutti i possibili suggerimenti migliorativi, inoltre per alcune azioni che trascendono dalle competenze operative delle risorse umane presenti all’interno della FIC superando la logica delle appartenenze territoriali ci si affiderà a tecnici specialisti. Il presente programma, unitamente alla credibilità personale che ho sempre dimostrato, rappresentano gli obiettivi cardini delle mia futura attività di presidenza, all’Assemblea e ai suoi delegati il compito di giudicare. Tuttavia qualunque sarà la valutazione finale approfitto del presente scritto per comunicare a tutti voi che è stato per me un onore aver avuto l’opportunità di presiedere la Federazione Italiana Cuochi nel quadriennio appena trascorso. Da imprenditore desidero però sollecitare una riflessione: noi potremo redigere un programma eccezionale per i prossimi anni ma la vera sfida per il futuro della FIC è quella di abbandonare l’individualismo che ci ha caratterizzato negli anni passati. E’ necessario, invece, progettare il futuro della FIC con uno sguardo al medio e lungo termine pensando in modo particolare ai giovani e alle generazioni future. Tutti siamo chiamati a costruire i presupposti per la crescita ed il rafforzamento della nostra associazione. Crescere non solo in termini di numeri, ma anche di qualità, d’aggressività, d’organizzazione, d’innovazione, di ricerca. Abbiamo il dovere di ridurre la litigiosità ed incamminarci insieme verso nuovi percorsi. Il Presidente FIC ed il suo programma rappresentano soltanto la cinghia di trasmissione della volontà della base associativa, senza di questa egli sarà privato di quell’energia che tutto permette, anche le sfide più difficili. Paolo Caldana
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