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Mi rivolgo per la prima volta a voi, amici,

per comunicarvi che non per merito mio, ma per volontà del Presidente Caldana, dopo  consenso del Consiglio Nazionale sono stato ufficialmente chiamato a svolgere il ruolo istituzionale di rappresentante della FIC, assumendo l’incarico di Vice Presidente per il Sud.

Il mio impegno succede a quello dell’amico Giuseppe Casale al quale rivolgo il mio affettuoso, fraterno saluto e a cui esprimo ammirazione e stima per l’attività svolta.

Ringrazio pertanto Il Presidente Caldana per avermi chiamato a ricoprire tale incarico unitamente a tutti i componenti del Consiglio Nazionale e Giunta Esecutiva che hanno ratificato tale scelta.

Sento quindi il dovere di presentarmi a tutti voi amici del Sud, perché, d’ora innanzi, il mio operare dovrà sintonizzarsi sulla stessa lunghezza d’onda del vostro.

All’inizio di questo nuovo cammino insieme, intendo ricordare e ringraziare tutti coloro che ancor prima di me hanno onorato con dedizione e sacrificio questo compito, unitamente a quanti, e sono certo che sono tanti, operano con impegno nelle varie associazioni.

Saluto con affetto tutti i Presidenti delle associazioni locali e regionali unitamente ai loro consiglieri con i quali intendo condividere questo mio mandato e dai quali mi attendo una proficua e sincera collaborazione.

Saluto tutti i soci professionisti e sostenitori che con professionalità e buona volontà si impegnano a portare avanti i programmi associativi nel rispetto e nella  lealtà reciproca.

Saluto gli allievi: nelle vostre mani è il futuro della nostra Federazione e per voi intendo   spendermi in modo particolare.

A voi giovani cuochi degli Istituti Alberghieri va il ringraziamento di tutta la Federazione per l’entusiasmo con cui, seppur con la vivacità tipica dei giovani, chiedete alla FIC di esservi particolarmente vicino nella gratificante avventura professionale che vi accingete ad intraprendere. Intendo ringraziarvi per il forte senso di sensibilità ed umanità che avete già espresso in diverse occasioni in particolare mi riferisco alla disponibilità dimostrata in questo ultimo anno verso le popolazioni del Sud colpite da calamità naturali.

La vostra freschezza giovanile ed il vostro entusiasmo sia per tutti noi lo stimolo giusto a proseguire la strada intrapresa.

A tutti porgo il saluto della mia terra sottolineando che nella mia valigia non ho granché da offrirvi se non il mio personale impegno a continuare, con dedizione e dovere di servizio, a portare avanti le molteplici problematiche della categoria, certo di ricevere da voi contributi  e stimoli giusti.

Assolverò questo dovere nel rispetto scrupoloso dello Statuto, senza venir meno alle mie responsabilità decisionali, auspico e chiedo l’aiuto di tutti voi affinché possa instaurarsi quel giusto clima di amicizia e di collaborazione intensa e costruttiva a servizio di tutti i soci.

Auguro che si rafforzi maggiormente il nostro essere uomini del Sud, superando i regionalismi e promuovendo iniziative che coinvolgano tutta l’area.

Se da una lettura superficiale delle singole realtà regionali emergono solo diversità è anche vero che abbiamo radici comuni e quindi dobbiamo ricercare nelle singole peculiarità, il comune denominatore necessario a far sì che si rafforzi ulteriormente il senso di appartenenza alla FIC “grande famiglia delle berrette bianche d’Italia”.

Sede, statuto, rapporti con le Istituzioni, scuola e formazione sono i temi salienti di questa legislatura unitamente a tanti altri.

Temi che non sono solo nostri ma di tutta la F.I.C a cui noi, uomini del Sud, dobbiamo collaborare per il conseguimento, offrendo il nostro contributo di idee, nelle forme  giuste e rispettosi della pluralità di pensiero.

Mi adopererò per essere all’altezza della fiducia che mi è stata data, certo di contare sul contributo di voi tutti e di tutto coloro che, spero siano tanti, non mi faranno mancare le proprie idee.

Posso solo promettere che Il mio impegno sarà quello di rappresentarvi tutti, anche quelli che non condivideranno certe scelte o la mia persona, ma su una cosa vorrei tranquillizzarvi ed è quella che non si servono i soci genericamente, si servono le persone una per una, storia per storia, viso per viso, chiamandole per nome.

A tutti voi grazie ed auguri di buon lavoro insieme, lieto di vedervi quanto prima pregandovi di dare lettura della presente nelle sedi che riterrete più opportune.

Molfetta, 20/05/2003

                                                                     prof. Giacomo Giancaspro

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